Avviso raccolta firme - Istituzione di un'imposta ordinaria sostitutiva sui grandi patrimoni

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20/07/2021

Progetto di legge di iniziativa popolare per l'istituzione di un'imposta ordinaria sostitutiva sui grandi patrimoni

Si comunica ai cittadini che ogni giorno, dalle ore 9:00 alle ore 13:00, presso l'ufficio URP (piano inferiore) è possibile sottoscrivere la raccolta firme per l'istituzione di un'imposta ordinaria sostitutiva sui grandi patrimoni.

Qui di seguito, la relazione introduttiva: 

"In Italia l’1% più abbiente possiede il 25% della ricchezza complessiva, mentre il 60% più povero si deve accontentare del 15%. Si tratta di una differenza abissale nel rapporto con la proprietà, che si riflette in una Società scissa fra chi gode di privilegi e opportunità senza precedenti, e chi invece non riesce nemmeno a godere di quelli che dovrebbero essere i beni costituzionalmente garantiti.

Milioni di persone sono infatti esclusi di fatto dall’accesso alla casa, all’istruzione, alle cure sanitarie, persino ad una alimentazione sufficiente. Siamo tutti colpiti dalle immagini delle file sempre più lunghe davanti alle mense solidali, che sono diventate uno dei simboli della crisi che stiamo attraversando. La stagione della pandemia ha infatti ulteriormente allargato la forbice fra pochi che erano già ricchi e ha visto crescere sensibilmente il proprio patrimonio e milioni di italiani che hanno attraversato una lunga fase di disoccupazione, cassa integrazione, sospensione o perdita delle
proprie attività. Ha inoltre dimostrato quanto i tagli alla spesa pubblica, e in particolare alla scuola, alla sanità e ai trasporti pubblici, ci abbiano reso vulnerabili, mettendo a repentaglio la nostra economia e la nostra stessa vita.

L’Italia è d’altra parte il paese europeo in cui dagli anni ‘90 a oggi si è maggiormente ristretta la quota di ricchezza posseduta dal 50% più povero della popolazione, crollata dell’80%, mentre è esplosa quella nelle mani dello 0.1% più ricco, letteralmente triplicata. Riteniamo sia quindi giunto il momento di un riequilibrio, che alleggerisca il carico fiscale sui ceti bassi e medi, mentre chiede di più alla ristretta minoranza che ha concentrato nelle sue mani quasi la metà della ricchezza nazionale. Questa legge interviene quindi cancellando le imposte patrimoniali esistenti sulle persone fisiche, ovvero IMU, imposta di bollo sui dossier titoli e sui conti correnti, e introducendo un’imposta unica e progressiva, con franchigia di 500.000 euro. In questo modo si elimineranno le iniquità e distorsioni del sistema attuale, che colpisce in modo profondamente diverso asset mobiliari e immobiliari a tutto vantaggio dei grandi patrimoni, includendo ogni tipo di bene nella massa imponibile, a cui sarà applicata un’aliquota crescente dallo 0.2% al 2%. Solo per il primo anno si prevede un’ulteriore aliquota del 3% sulla parte eccedente il miliardo di euro. Prevediamo inoltre una clausola di neutralità fiscale per i Comuni, che saranno indennizzati in pari importo delle minori entrate da IMU, e pesanti sanzioni per chi tenti di sottrarre parti di patrimonio all’imponibile. Sarà il Governo con apposito decreto a determinare le modalità di valutazione del valore delle diverse categorie di asset patrimoniale. In questo modo riteniamo di introdurre un principio profondamente egualitario nel sistema fiscale italiano, che al contempo ci consente di ottenere una dote aggiuntiva di risorse stimabile in almeno 10 miliardi di euro.

All’articolo 2 della proposta di legge stabiliamo di destinare tale cifra ad un fondo denominato “Articolo 3”, finalizzato a interventi a sostegno della sanità e della scuola pubblica di ogni ordine e grado, dell’edilizia popolare, del welfare e della qualità urbana. Ogni anno il Governo sarà tenuto a relazionare alle Camere sullo stato del Fondo e ad accogliere l’indirizzo che queste vorranno dare in merito al suo utilizzo. La nostra proposta chiede in conclusione un contributo ordinario alla minoranza più ricca del paese, per garantire a tutti i nostri concittadini migliori condizioni di accesso a beni e servizi essenziali e il pieno godimento dei propri diritti costituzionali. È il momento giusto per andare in questa direzione."